martedì 4 agosto 2015

Avviso ai naviganti:


a tutti i docenti coinvolti nel piano straordinario di deportazione nazionale!


Viste la confusione, l'incertezza e la frenesia di questi giorni, spesso terreno fertile per fenomeni di vero e proprio terrorismo mediatico (su cui conta il MIUR viste le ambiguità ancora presenti nelle Faq pubblicate il 28 luglio scorso), ci sembra giusto fare una breve riflessione relativa alla fase nazionale del piano straordinario di assunzioni, basandoci esclusivamente sulle fonti normative e sulle disposizioni attualmente note.

1) La domanda per la fase nazionale del piano straordinario di assunzioni non è obbligatoria
[Legge 107/2015, comma 97. "Al piano straordinario di assunzioni partecipano i soggetti di cui al comma 96. Alle fasi di cui al comma 98, lettere b) e c), partecipano i soggetti che abbiano presentato apposita domanda di assunzione secondo le modalitàe nel rispetto dei termini stabiliti dal comma 103(...)";
DDG del 21 luglio 2015, art. 4, comma 1. "I soggetti di cui all'articolo 2, comma l, lettere a) e b), del presente decreto che intendono partecipare alle fasi, in ordine di sequenza, relative alle procedure nazionali del piano straordinario di assunzioni di cui all'articolo 1, comma 98, lettere b) e c), della Legge, devono presentare un'unica domanda, (...)]

2) Le graduatorie a esaurimento vengono cancellate solo se esaurite
[Legge 107/2015, comma 105. "A decorrere dal 1º settembre 2015, le graduatorie di cui, al comma 96, lettera b) , se esaurite, perdono efficacia ai fini dell’assunzione con contratti di qualsiasi tipo e durata"].

3) Le assunzioni ordinarie dei prossimi anni continueranno a prevedere il doppio canale (50% da concorso e 50% da GAE) fino ad esaurimento delle GAE
[Legge 107/2015, comma 109. Fermo restando quanto previsto nei commi da 95 a 105, (...), l’accesso ai ruoli a tempo indeterminato del personale docente ed educativo della scuola statale avviene con le seguenti modalità:
(...) c) per l’assunzione del personale docente ed educativo, continua ad applicarsi l’articolo 399, comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, fino a totale scorrimento delle relative graduatorie ad esaurimento; i soggetti iscritti nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente sono assunti, ai sensi delle ordinarie facoltà assunzionali, nei ruoli di cui al comma 66, sono destinatari della proposta di incarico di cui ai commi da 79 a 82 ed esprimono, secondo l’ordine delle rispettive graduatorie, la preferenza per l’ambito territoriale di assunzione, ricompreso fra quelli della provincia in cui sono iscritti. Continua ad applicarsi, per le graduatorie ad esaurimento, l’articolo 1, comma 4 -quinquies, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2009, n. 167].

Ciò in sostanza vuol dire che, allo stato attuale delle cose, tutti quei docenti presenti nelle GAE che non rientrano nelle fasi 0 e A, e decidono di non fare domanda per la fase nazionale del piano straordinario di assunzioni (fasi B e C), o pur avendo fatto domanda non saranno destinatari di contratto a tempo indeterminato, potranno partecipare alle assunzioni ordinarie dei prossimi anni.
Questa, per quanto piccola, è una vittoria che abbiamo strappato con le lotte dei mesi passati e non va sottovalutata. Nei prossimi anni, infatti, le GAE rimarranno valide per chi oggi non può partecipare alla fase nazionale (fasi B e C) perché non ha ancora sciolto la riserva, per chi pur partecipando a questa fase non sarà destinatario di proposta di contratto e per chi deciderà di non presentare la domanda per partecipare alla fase nazionale.
Ricordiamo, inoltre, che la fase nazionale del cosiddetto “piano straordinario di assunzioni” non solo ci obbligherà ad una mobilità su base nazionale, ma, nella stragrande maggioranza dei casi (le 55000 assunzioni della fase C) riguarderà di fatto un posto di lavoro di serie B che rischia di essere destinato soprattutto alla copertura delle supplenze fino a 10 giorni su reti di scuole. Come se non bastasse, l'eventuale rifiuto di una qualsiasi proposta ricevuta in questa fase comporterà la cancellazione dalle GAE.
Con questo non ce la sentiamo di invitare in modo indiscriminato al boicottaggio della fase nazionale, poiché ogni situazione personale ha le proprie specificità e ognuno di noi è tenuto a fare i propri conti e ad assumersi i propri rischi. Ma invitiamo tutti a non fare scelte affrettate, perché nella legge 107/2015 non c'è scritto che questa sarà la nostra ultima occasione per essere finalmente assunti a tempo indeterminato. Affinché le nostre scelte siano il più possibile consapevoli, viste la confusione, l'incertezza...e il terrorismo di cui sopra, ci sembra giusto sottolineare che nella Legge 107/15 è garantita per gli inseriti nelle GAE anche la possibilità di non compilare la domanda di assunzione per le fasi b e c aspettando nei prossimi anni (“ai sensi delle ordinarie facoltà assunzionali”, comma 109) di essere finalmente assunti, come è nostro diritto, dalle graduatorie provinciali in cui siamo inseriti.
Coordinamento precari scuola Bologna

domenica 8 marzo 2015

ASSUNZIONI SENZA CONDIZIONI!

Annunci, promesse e cifre ballerine.
Basta rinvii sulle assunzioni!
I precari non sono merce di scambio!
Respingiamo il ricatto che si nasconde dietro al progetto della Buona Scuola.
Assemblea del
Coordinamento Precari
della Scuola di Bologna
11 marzo 2015 - ore 15,30
 presso Istituto Aldini-Valeriani
via Bassanelli, 9/11 Bologna
ASSUNZIONI SENZA CONDIZIONI !
per tutti i precari della scuola!

venerdì 3 ottobre 2014

ASSEMBLEA DEL 6 OTTOBRE‏

Che cosa si nasconde dietro l'annuncio delle 150mila assunzioni (ammesso che alle parole seguano i fatti...) e al progetto dell'organico funzionale? La fine del precariato o la definitiva precarizzazione della scuola? Saremo davvero assunti tutti o verremo semplicemente trasformati in precari a tempo indeterminato, docenti tappabuchi pronti di volta in volta a cambiare materia di insegnamento, provincia o addirittura regione? E che cosa faranno i colleghi non presenti nelle GaE in attesa dell'ennesimo concorso-truffa?

Lunedi 6 Ottobre alle ore 14.30
presso la scuola Laura Bassi
si terrà un'assemblea congiunta di insegnanti e studenti delle scuole di Bologna per discutere della "buona" scuola di Renzi e preparare le prime iniziative di mobilitazione a cominciare dallo sciopero del 10 ottobre

ASSUNZIONI SENZA CONDIZIONI!
per TUTTI (!) i precari della scuola

Coordinamento precari della scuola di Bologna

giovedì 10 aprile 2014

Comunicato conclusivo del convegno


"Scuola libera dal mercato, scuola libera dal precariato"
Bologna, 8 aprile 2014

Cesp – Centro Studi per la Scuola Pubblica     e     Coordinamento Precari Scuola Bologna

Dalle relazioni che hanno contribuito a ricostruire il quadro storico e l'attualità della condizione dei precari della scuola pubblica e dal dibattito che ne è seguito sono emerse alcune riflessioni e proposte di rivendicazioni che ci sentiamo di condividere.

Siamo convinti che ci troviamo vicini ad un momento di cambiamento. Non crediamo alla propaganda di Renzi che promette grandi assunzioni, mentre conferma la sudditanza dell'Italia alle politiche di austerità che ci chiedono di tagliare la spesa pubblica per ridurre il debito dello Stato italiano di 40 miliardi ogni anno per i prossimi 20 anni. Né pensiamo che i ricorsi fatti in sede europea da soli riusciranno a farci ottenere l'assunzione che già da tempo ci siamo meritati sul campo. Sapevamo già che la nostra precarietà è sfruttamento e che non c'è alcuna altra motivazione valida a mantenere una persona per decenni in questa condizione se ogni anno quel lavoro è necessario alla sopravvivenza della scuola.

Non possiamo dire, ancora, se questo cambiamento sarà o meno positivo, ma lo vediamo arrivare. Lo vediamo nella pressione dei numeri che crescono (500000 precari della scuola come riportato nelle Linee programmatiche del Ministro Giannini dello scorso 27 marzo), ma anche in quelli che diminuiscono (130000 tra insegnanti e ATA tagliati dalla Gelmini): una sproporzione enorme che rischia di diventare ingestibile per il Ministero, ma che potrebbe anche trasformarsi in un grande bacino da cui attingere lavoratori sempre meno pagati e garantiti. Un cambiamento che sta scritto nei tentativi di ogni Ministro dell'istruzione di modificare il sistema di reclutamento e formazione.

Siamo convinti anche che questa trasformazione stia arrivando come l'onda lunga dei cambiamenti che la scuola e il lavoro degli insegnanti hanno vissuto per anni e che i tagli della Gelmini hanno solo accelerato. Serve, infatti, alla scuola-miseria postgelmini un docente ancora più flessibile e adattato alla didattica dei quiz standardizzati che permettono di seguire centinaia di alunni con un monte ore settimanale aumentato. Ed è necessario a chi ci governa che i futuri docenti accettino la propria precarietà come un privilegio rispetto a chi è ancora più precario. Di certo molti sperano che tutti noi alla vigilia di questi cambiamenti aspettiamo docili nell'attesa di ottenere l'osso prima degli altri.

Non possiamo oggi dire con certezza quale sarà l'esito di questo cambiamento, sappiamo, però, che si può affrontare il problema attuale della precarietà in due modi: o con il superamento di questa forma di sfruttamento attraverso l'assunzione di tutti i precari che attualmente lavorano nella scuola, oppure con la trasformazione futura di tutti i docenti in lavoratori precari grazie alle diverse forme di assunzione diretta da parte dei presidi: concorsi per contratti triennali, concorsi per reti di scuole, utilizzo di esperti esterni, albi regionali, ecc...

Di fronte a questo scenario, la nostra divisione è come sempre la loro arma più potente, perciò occorre tentare di avviare la ricomposizione dei tanti pezzi di precariato della scuola che troppo spesso finiscono per dimenarsi in una lotta con i propri colleghi. Per farlo crediamo che sia necessario unire le diverse e legittime battaglie delle varie tipologie di precariato in alcune rivendicazioni comuni.

Innanzitutto, l'investimento nella scuola statale non può essere ridotto e vincolato alle logiche di riduzione della spesa pubblica che sono tra le cause del perdurare della crisi economica e che non hanno altro motivo di esistere se non quello di giustificare il mantenimento e l'accentuazione di questa condizione di sfruttamento di tutti i docenti e del personale ATA.
Chiediamo piuttosto che la scuola statale Italiana venga rifinanziata riportando la spesa per l'istruzione in rapporto al PIL almeno ai livelli in cui era prima del 1992 (ovvero 7% del PIL contro l'attuale 4%) e quindi ad un livello paragonabile agli altri paesi europei.

Questa opera di rifinanziamento vogliamo che passi innanzitutto per l'assunzione di tutto il personale precario, perché la prima e più importante risorsa per la scuola sono le persone che ci lavorano. Dato che lo Stato ha utilizzato il nostro lavoro anche per decenni, appare evidente che questo lavoro è essenziale al funzionamento dell'Istituzione pubblica e dato che la popolazione scolastica (seppur con lievi variazioni) è ormai costante intorno agli 8 milioni di studenti, è altrettanto evidente che non esistono giustificazioni alla mancata assunzione del personale precario.

Pretendiamo, quindi, che il MIUR riconosca che se ci ha assunti e ci ha riconosciuto l'abilitazione all'insegnamento era perché riteneva di aver bisogno del nostro lavoro. Quindi chiediamo una immediata sanatoria di questa condizione insostenibile di sfruttamento che non ha uguali in Europa.

Questa assunzione di massa rappresenterebbe una vera e propria inversione di tendenza rispetto alle capacità dello Stato di rispondere alle esigenze educative del nostro tempo, perché si verrebbe a costituire un organico ampio della scuola che sarebbe in grado di dare una risposta alla richiesta di più scuola che viene dalla società e di affrontare le principali necessità aggiuntive rispetto al normale insegnamento di cattedra, come i corsi di recupero e potenziamento, il tempo pieno, la progettazione didattica, le compresenze, la sostituzione di colleghi, eccetera.

Per quanto riguarda infine il reclutamento e la formazione degli insegnanti siamo convinti che debba essere invertita la logica dominante dell'ultimo ventennio. Da quando si è avviato il percorso delle S.S.I.S., infatti, il MIUR si è impegnato in un'opera di ulteriore scollamento tra il percorso della formazione degli insegnanti e il loro reclutamento, come se non fosse sempre lo stesso Ministero a far aumentare gli abilitati da un lato e dall'altro a restringere le assunzioni, facendo crescere a dismisura il numero di chi legittimamente aspira ad un posto di insegnante a tempo indeterminato. Si tratta di un esercito di riserva che, con tutta evidenza, potrà rendersi disponibile anche per le scuole private, qualora lo Stato diminuisca ancora il suo impegno (come sarebbe facilmente prevedibile in caso di rispetto degli obblighi di bilancio imposti dall'Europa dell'austerità).

La radice della precarietà sta tutta qui, in questa doppia faccia del Ministero, mentre non ci sarebbe alcuna reale esigenza di lavoro precario, se fossero invertiti gli ordini del problema: non più formazione e reclutamento, ma reclutamento e quindi formazione. Noi crediamo, infatti, che, una volta sanata l'attuale situazione di sfruttamento, il MIUR dovrebbe assumere i suoi docenti in base alle esigenze di personale tra i laureati che escono dalle sue Università e che dovrebbe riconoscere a questi lavoratori neoassunti, come ai lavoratori degli altri settori, il diritto ad un periodo di formazione retribuita, senza obbligo di docenza, nel quale svolgere il percorso di abilitazione richiesto all'insegnamento. In questo modo il percorso di abilitazione rientrerebbe, come è giusto, nel diritto alla formazione e all'aggiornamento dei lavoratori.

Torniamo in piazza a chiedere il rispetto per chi lavora, per la Costituzione della Repubblica fondata sul lavoro e per la scuola Statale che ha bisogno di docenti e personale stabile.

Chiediamo, quindi, innanzitutto l'assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari della scuola!
E lo faremo da venerdì 11 aprile, giorno dello SCIOPERO DEI PRECARI DELLA SCUOLA, partecipando alla manifestazione che si terrà a Roma davanti al MIUR alle ore 10.

giovedì 27 marzo 2014

Scuola libera dal mercato, scuola libera dal precariato - Convegno e sciopero






TI SENTI UNA PIAGA DA SMALTIRE
UN DOCENTE DA STABILIZZARE?

NON SO TU, 
IO L' 11 APRILE VADO A ROMA

SCIOPERO DEI PRECARI DELLA SCUOLA
E' una questione di dignità.

#cisfruttateciassumete #11a #scioperoprecario
Per informazioni e prenotare l'autobus in partenza da Bologna, 
scrivi a precariscuola.bologna@gmail.com o telefona al 3404630240




giovedì 13 giugno 2013

Circolare USR EmiliaRomagna su ferie‏



Dopo l'incontro di giovedì scorso tra la Dott.sa Martinez e il Coordinamento Precari Scuola Bologna, ecco la circolare tanto attesa (a firma del Vice Direttore dell'USR):

Ricordiamo sempre e comunque di richiedere presso la vostra segreteria il conteggio del numero di giorni maturati, perché é ancora necessario stare in guardia.
Coordinamento Precari Scuola Bologna

giovedì 6 giugno 2013

USP Bologna: le ferie dell' as 2012/2013 vanno pagate

Oggi 06/06/2013 siamo stati ricevuti dalla Dirigente dell'Ufficio Scolastico Provinciale, Dott.ssa Martinez, per avere chiarezza in merito alle ferie maturate e non godute dei docenti precari.
Dall'incontro è emerso che per l'anno scolastico 2012/2013 le ferie maturate e non
godute continueranno ad essere monetizzate secondo le modalità degli
anni precedenti.

La Dirigente si è, inoltre, impegnata ad inviare una circolare a tutte le scuole della provincia per invitare tutti i dirigenti a rispettare la normativa vigente.
Noi auspichiamo che questo avvenga al più presto e nei termini emersi dalla discussione.

Sappiamo bene infatti che il nostro contratto all'art. 19 comma 2 prevede che non siamo obbligati a chiedere le ferie nei giorni di sospensione delle lezioni e che l'art. 1 comma 56 della Legge di stabilità (Legge 24 dicembre 2012, n. 228) prevede che le clausole contrattuali contrastanti con le disposizioni introdotte dai commi 54 e 55 del medesimo articolo, saranno disapplicate solo a partire dal 1° settembre 2013.

Nel frattempo, invitiamo tutti i colleghi a non firmare assegnazioni d'ufficio o richieste di ferie più o meno imposte in giorni di sospensione delle lezioni. Piuttosto consigliamo di chiedere alle segreterie di procedere al calcolo delle ferie maturate e di avviare le opportune procedure affinché le stesse siano monetizzate, come avvenuto fino allo scorso anno scolastico.

A presto per aggiornamenti sugli sviluppi

Coordinamento Precari Scuola Bologna

venerdì 31 maggio 2013

COMUNICATO SUL REFERENDUM

Carissimi,

possiamo ritenere di essere usciti dalla prova referendaria del 26 maggio a testa alta. Un quasi 29% di affluenza e 50 mila bolognesi che hanno scelto la scuola pubblica statale sono per noi un risultato confortante ed inaspettato.
Le difficoltà per chi ha voluto fortemente questo referendum (il Nuovo Comitato art.33, di cui anche noi siamo parte) sono state tante, l’ostruzionismo da parte dei poteri forti e della quasi totalità della stampa è stato continuo e serrato, soprattutto nell'ultimo periodo. E anche ora che l’esito è chiaro, si continua a sminuire, mistificare, svalutare quanto è accaduto.
E’ stata davvero un’impresa da Davide contro Golia, da Spartani alle Termopili, per dirla alla Wu Ming. Anche in questa situazione di totale squilibrio di forze, avremmo forse potuto raggiungere una soglia di partecipazione più alta, è vero, ma intanto abbiamo sollevato una questione scomoda quanto fondamentale, dandone risonanza a livello nazionale.
Per questo speriamo si riparta da qui, dall'esperienza di Bologna, dai 50 mila che con noi hanno sostenuto una scuola gratuita, laica, di tutti, come vuole la nostra Costituzione. Auspichiamo che a livello locale altre realtà si muovano in questo senso, ma soprattutto che prima o poi si arrivi ad un referendum nazionale che riporti al centro il tema della scuola statale come bene comune.

Ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuto da tutta Italia attraverso la rete, e in particolar modo, tutti i CPS che hanno organizzato iniziative di sostegno al referendum a livello locale.
COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA BOLOGNA

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Ricorda che a Bologna il 26 maggio... ABBIAMO VINTO!